Art is for me an inspiration that comes from the Heart and our divine part; it comes from faraway, it comes from the Stars, bright doors towards the Infinity. You fell that is with you when its flow arrives and it's a great joy when you can transform it into matter. Share with the others is an important gift because it can communicate the Truths of the Universe trough symbols, colors and geometry.

L' Arte, per me, è quella ispirazione che viene dal Cuore e dalla nostra parte divina, viene da lontano, viene dalle stelle, porte luminose verso l' infinito.
Percepisci che è dentro di te, e quando arriva il flusso, poterla creare nella materia è la più grande gioia. Condividerla con gli altri è un importante regalo perché comunica attraverso simboli, colori e geometria le verità dell' universo.

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17.10.13

Il Mare dentro di Me

Chiudo gli occhi, sento il profumo delle verdi foreste di pini, il vento muove miei capelli in una danza armoniosa e perfetta, cammino fluttuando su una morbida e calda sabbia dorata che come un tappeto accogliente mi porta alle rive del mare decorato da conchiglie colorate nella loro forma geometrica creata da una natura divina.
Nel centro del Mediterraneo, in una terra da sempre magica, oh Pitiusa, oh Ibosim, antica Ebusus, conquistata per la sua bellezza, isola amata da chi ne sente l’ energia, protetta e circondata dal suo mare,  a volte calmo, a volte ostile, trasparente e buio, come siamo noi stessi ai nostri occhi.
Le caverne marine la innalzano e la fanno galleggiare come una barca, colonne sommerse di antiche città leggendarie, mura ciclopiche di antichi popoli che hanno lasciato la loro traccia solo per chi si addentrerà in questo nuovo plasma dove il sogno di volare diventa realtà.
E allora mi immergo in questo incanto, con il rispetto di chi sa di entrare in una dimensione diversa, dove il tempo e lo spazio non esistono più. Esiste solo il nostro sentirci vivi, il nostro respiro che ci nutre, il silenzio, e soprattutto questo senso di mistero che come un motore vitale mi sospinge lungo le correnti che come strade invisibili riserbano sorprese nascoste in scrigni creati dalla natura.
Il mio corpo non ha più peso, sono leggera come una piuma, volo come uccello nell’ aria, ma non nell’ alto dei cieli bensì nelle profondità del mare,  così in alto come in basso,  tutto è uno, tutto è connesso.
Sono una straniera, un’ avventuriera alla scoperta di un nuovo universo, circondata dal silenzio delle emozioni, il cuore che batte a un nuovo ritmo, il corpo che cambia nella sua struttura, eccitato e alla ricerca di un incontro magico, alla ricerca di quegli sguardi marini, che mi vedranno come una creatura che invade, ma con rispettosa ammirazione, la loro vita: e loro lo sentono, lo sanno chi sono.
I raggi del sole si sfuocano nelle profondità, irradiano l’argento e i colori della loro liscia pelle che come tanti piccoli specchi creano giochi di luce irradiante.
Una vita di silenzio, di leggere vibrazioni, perché nelle profondità tutto è calmo anche quando in superficie c’è tempesta.
Ed è questa tranquillità che cerco, questo sentire la mia essenza, questo esplorare anche le mie parti più oscure portandoci luce e coscienza.
E’ la ricerca del mistero della vita che viene da ciò che non conosciamo ancora, da quel mondo invisibile e buio come i fondali più profondi.
E allora chiudo gli occhi e mi sento nel ventre materno prima di nascere, in quel tepore che nutre.
Ma quando li riapro ho la meraviglia davanti ed intorno a me: sono nata, vedo la vita. 
E anche qui le conchiglie dai colori dell’ arcobaleno,  materia densa, che come me sono nate  nella fluida placenta materna.
Migliaia di creature formano vortici ascendenti, strutture geometriche, nei loro colori che il mio occhio umano da solo non può percepire. Danzano le note del silenzio, nella vera vibrazione creatrice dello spazio che possiamo sentire solo nel nostro cuore.
Oh natura cosa hai creato, giardini sommersi con fiori colorati che la mia mano sfiora per vederne il movimento: si proteggono e si rifugiano in loro stessi per poi riaprirsi e tornare a oscillare al ritmo del mare; e sorrido nel vedere che tutto è vivo, tutto è in movimento.
Percepisco e intuisco perché gli antichi filosofi  per arrivare a dio studiavano la natura, la sua struttura geometrica e la sua armonia.
Ogni colore, ogni forma, ogni movimento è dettato da una precisione tale che fa riconoscere quanto noi umani siamo spesso imperfetti in confronto ad una natura incontaminata e non inquinata dal tempo che scorre.
Quando mi avvicino a loro, sento l’energia magnetica  che ci tiene separati, ma penetro in quell’ istante che rimarrà per sempre nella mia mente.
E’ tutto in quell’ istante, quell’ eterno presente  che rimarrà scolpito nei miei occhi porta principale della mia anima, ed è quell’ istante che riporterò in superficie come un tesoro ritrovato.
Non sono più un’ umana di questa terra, mi sento trasmutata, il mio corpo non esiste più, è diventato anch’ esso quel fluido, e così sento quest’ universo dentro di me, sono quell’ universo senza più separazione.
Questo per me è il Mare, ed Ibiza è la mia messaggera,la mia porta verso l’ infinito.

18.4.11

Come alberi flessibili protagontisti del mondo energetico

A volte mi dimentico di quanto la vita, la natura e tutto ciò che ci circonda sia energia pura, più o meno addensata in materia, e di quanto noi, come corpi energetici, ne facciamo parte, ne siamo connessi e ne siamo causa ed effetto, seppur aimè inconsciamente.Forse il vero allenamento che dobbiamo fare è quello di renderci coscienti del mare in cui siamo immersi ed iniziare a essere attivi nel movimento di queste energie invisibili, ma che percepiamo sotto forma di sensazioni, sentimenti, emozioni, o malattie, disequilibri etc etc. O continuiamo a barcollare nel buio o iniziamo ad accendere una piccola luce che ci permetta di vedere sempre di più nel buio delle profondità oceaniche!!!! La scelta la possiamo fare solo noi….La prima cosa da chiedersi è se veramente abbiamo la voglia di avventurarci come ricercatori nella selva oscura ed invisibile, in questa foresta spesso buia e sconosciuta che è il nostro mondo interiore ed energetico.Seconda cosa importante è il capire il momento giusto per fare questo viaggio e quali sono gli strumenti che ci possono aiutare in questo.Essendo magneti che risentono internamente di forze esterne a noi, i pianeti dell’ universo ci danno delle spinte sotto forma degli archetipi che rappresentano, e nella nostra sensibilità, capiamo se è il momento adatto e più prolifico per iniziare il viaggio in quello specifico settore della nostra esistenza.Da mettere nello zainetto c’è ben poco, se non il coraggio di provare a fare un salto nel vuoto, il coraggio di rimetterci in discussione, il desiderio di iniziare a vedere questo mondo con occhi diversi, non solo fisici, ma sensoriali a più dimensioni. Quando impariamo a decodificare i codici energetici che ci circondano, ossia quelli che abbiamo in entrata e quelli che abbiamo in uscita, iniziamo ad avere una idea più chiara di quelli che sono i messaggi che ci arrivano, di come noi li interpretiamo e soprattutto come li rimandiamo al di fuori di noi, influenzando così ciò che ci circonda. Questi impulsi energetici prenderanno quindi forma di persone che attiriamo, nostre azioni, nostri pensieri e avvenimenti esterni, all’apparenza casuali, ma ormai non per noi che siamo nel viaggio della comprensione.Quando in un momento preciso la vita ci mette di fronte a una tale situazione-scuola non dobbiamo lasciarcela scappare, è finalmente arrivato il momento, e dobbiamo mettere il massimo del nostro impegno ed attenzione per potere decifrare la situazione in atto, con tutte le implicazioni e le connessioni, passato, presente, futuro fino ad arrivare alla matrice prima che l’ ha scaturita e soprattutto quale parte di noi l’ha richiamata.A questo punto, con una attenta analisi priva di giudizio o morale della situazione in questione, condicio sine qua non, dobbiamo iniziare a vedere il nostro ruolo da protagonisti, da attori energetici della cosa, quindi non più come passivi spettatori che vengono sballottati da un fato emozionale che non ha mai fine e che solo travolge come un vortice che risucchia tutto ciò che trova. Qui più di ogni altro momento il nostro equilibrio interiore deve avere la meglio, al nostra più totale attenzione, la nostra più totale presenza.L’ allenamento che dobbiamo fare è quello di essere come alberi flessibili, che anche in caso di terremoto, non si spezzano e tornano dritti e sani come prima.Possiamo aiutarci con momenti di meditazione o altre pratiche (campane tibetane, reiki, cristalloterapia..) che liberandoci dai pensieri e dal coinvolgimento emotivo, seppur in un tempo determinato, ci possono risistemare velocemente nel nostro centro di presenza, dove il tempo non esiste.E non va assolutamente dimenticato che proprio durante queste situazioni- scuola si diventa estremamente sensibili, intuitivi e aperti: bisogna lasciare fluire ciò che arriva, essere pronti ai cambiamenti improvvisi di programma, nutrire la propria parte crativa che potrebbe esplodere come un vulcano..Quindi…FLESSIBILITA’ e RUOLO ENERGETICO ATTIVO: è qui che a mio parere sta il segreto per avere un ruolo da protagonisti, energetici e non egoici, in questo mondo, per smettere di giudicare, per smettere di lamentarci, per capire e per fare si che ogni momento della vita sia un’ importante lezione per conoscere noi stessi e le nostre potenzialità.


Articolo del 19.5.2010

Riflessioni sulla vita spirituale nell' era di passaggio

"Attenzione, attenzione, sta arrivando un' onda così alta che sommergerà il mondo intero e che farà emergere nuove terre da tempo nascoste nelle profondità marine". Questo è ciò che si urla, questo è ciò che si crede avverrà in un futuro molto vicino. Un incubo che diverrà realtà e che vedrà tutti quanti all' interno del film catastrofista di turno, correndo da una parte all' altra per salvarsi. Ma quale sarà la vera salvezza, che cosa accadrà veramente o meglio perchè dobbiamo avere paura di una predizione amplificata solo perchè vista come business di massa ? Non vi dà l' idea di essere un tam tam che voglia solo farci togliere del tempo a quella che la nostra vera meta individuale, cioè quella di ritrovare quella chiarezza spirituale tale da permetterci di affrontare qualsiasi tipo di circostanza con gioia e fermezza? Quella chiarezza che poi ci darà quel benessere psico fisico, che non ha più bisogno di trovare nemici da combattere e sui quali vincere! Viviamo in un' era di passaggio, nell' era enciclopedica della superficialità culturale, in cui è ora di lasciare vecchi schemi per ritrovarne dei nuovi, in cui a volte ci sentiamo soli nel cammino e a volte ci sentiamo troppo dipendenti da altri: è come se un turbinio incessante di pensieri, morali imposte e sovrastrutture non ci permettesse di dare chiarezza e pulizia alle nostre intenzioni. Siamo spesso in un' onda radio disturbata da un brusio di sottofondo, ma che quando si sintonizza nel canale giusto è fonte di sapere inconscio infinito. Cosa succede in quei momenti in cui sentiamo quella pace dentro, quella stabilità, quelle radici che arrivano nelle viscere della terra? In quei momenti non siamo più inquinati dall' esterno, ci connettiamo con il nostro sè, che ci parla sottovoce e ci indirizza in questa nuova via che porterà alla nuova era della condivisione. E tutto ciò si può dire non perchè abbiamo studiato e letto migliaia di libri, ma perchè il nostro sentire ce lo racconta e ce lo fa percepire come reale. Arriva per tutti il momento della ribellione, del dire basta al mentale, non leggere più, non affrontare più analiticamente le cose, il momento del lascio tutto e me vado via: bene!!! Che avvenga ciò, perchè vuol dire che abbiamo capito dove sta il cammino verso la verità e se anche pensiamo che sia una rottura, una fine, dobbiamo capire che è quella trasformazione alchemica che per forza deve avvenire dentro di noi se vogliamo salire un gradino verso i piani superiori. La spiritualità individuale che si sta diffondendo tra chi da solo vuole percorrere i sentieri dell' autoconoscenza, potrà essere una via, ma l' importanza di avere un maestro autentico che accompagna l' allievo nei suoi passi alla nuova vita forse lo è di più, se il vero intento è poi essere noi stessi dei maestri. I maestri autentici insegnano la disciplina, la volontà e la coerenza che dobbiamo avere nella nostra vita partendo dal nostro corpo fisico, che deve essere il primo a sentire dentro di sè quella pulizia spirituale, il tempio per quella nostra parte vergine, pura ed eterna che dobbiamo accudire. Costanza, disciplina e volontà condite con coraggio e ottimismo: questi per me sono i giusti ingredienti per una sana vita spirituale, vissuta nella sua interezza, ma con quello spirito divertito e ironico che sa sempre vedere nei luoghi in cui regna l' equilibrio e le leggi dell' universo intero.


Articolo del 9.12.2009

La Luce della grande Verità

Racconta una leggenda indù che molto tempo fa, ma molto tempo fa, quando il mondo fu creato gli dei si riunirono. "Non possiamo permettere che l'uomo trovi il segreto della grande felicità. Dove possiamo nasconderlo? Nelle profondità del mare, in cima a una montagna, vicino al cielo, nel centro della terra, su, tra le stelle?" Così parlarono a lungo gli Dei, senza rimanere soddisfatti, con la paura che l'uomo prima o poi l' avrebbe trovato. In quel momento un Dio si alzò e avanzando in mezzo agli altri con aria serena disse: "Io ho la soluzione, non dobbiamo avere paura. La Luce della Verità, la metteremo dentro l'uomo stesso, e così nascosta, dormirà come in un sogno eterno, e mai l' uomo potrà pensare che egli stesso la porta con sè dentro di lui".

Earthlings: il senso di colpa che aumenta l' indifferenza

In un modo o nell'altro mi ricollego a quanto vissuto in India sul rapporto strettissimo che si ha con gli animali in ogni momento della giornata. Oggi facendo un pò di ricerche nel web, mi sono imbattuta in vari siti che appunto trattano l' orroroso tema dei lagher- macelli, con una serie molto completa di video per categoria di animali, con lo scopo di scuotere la mente delle persone e fare capire che il piatto " profumato" e fumante che arriva sulla tavola ha un passato dietro, di VITA, SENTIMENTI e SENSAZIONI, molto ma molto simili alle nostre. Ho trovato quindi un documentario, forse il miglior video sull'argomento, Earthlings, commentato dalla voce di Joaquin Phoenix e colonna sonora di Moby, personaggi notissimi e vegetariani convinti. E' un documentario dalle immagini molto forti che tratta tutti gli aspetti delle relazioni che gli animali hanno con gli uomini: si parla degli animali come compagni ed amici, animali da macello, animali da pelliccia, animali per la vivisezione, animali usati in esperimenti, nei circhi e così via. Un video del genere non può che scuotere la coscienza, sia per chi è già vegetariano sia per chi non lo è, e fare riflettere di come l' uomo abbia la presunzione di potere decidere per tutte le specie animali e non esistenti sulla terra, credendosi un essere superiore con il diritto di scegliere di dare la vita o la morte. Non è ovviamente facile vedere un documentario con scene così crude, che per quanto uno possa immaginarle non raggiungono l'orrore e la sofferenza dei fatti che realmente accadono dentro quei lagher omicidi e di tortura. E' un dovere verso noi stessi e verso questo mondo che ci accoglie, un ecosistema che con il nostro edonismo, consumismo ed individualismo stiamo portando alla distruzione. Direi che in questo caso è il senso di colpa che sta alimentando l' indifferenza verso questo sterminio di massa e quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi perchè miliardi di animali saranno morti, violentemente, solo per rimpilzare il nostro piacere di una bistecca fumante, o un capo di pelle all' ultima moda. Ma non vi sembra che sia ora si smetterla in un 2009 , in cui viene predicata democrazia , libertà e diritti? Con internet abbiamo la possibilità di avere chiare ed infinite informazione su queste violenza e non siamo più negli anni delle guerre mondiali in cui il mondo intero non poteva essere informato sullo sterminio razziale nei lagher- omicidi dei nazisti, che occultavano le notizie e li facevano passare per campi di lavoro. Coscienza e consapevolezza, NON INDIFFERENZA.


Potete vedere tutto il documentario, sottotitolato in italiano su: http://laverabestia.org/page.php?page=6

17.4.11

India...

Eccomi di ritorno in Italia dopo 3 settimana trascorse viaggiano per l' India. Era la mia prima volta in questo mondo così lontano, a volte disordinato ma armonioso, religioso ma crudele, dai mille colori su uno sfondo grigio. Sento di averne sentito il sapore e l' odore di questa terra, solo l'aperitivo di un lungo banchetti, perchè capire l' India in tutti le sue sfacettature e nella sua quintessenza necessita molto di più.

Credo che scriverò per molto tempo tutto ciò che questa terra mi ha ispirato e soprattutto devo sinceramente ammettere quanto mi abbia colpito questo rapporto di rispetto che c'è tra uomo, natura ed animali, messi sullo stesso piano e visti come tutti parte di un Uno. Pensare che da noi gli animali, le mucche per esempio, tranne in pochi casi fortunati, se ne stanno dentro a uno spazio invivibile, allevate solo per essere sfruttate e mangiate, mentre in India, come animale sacro, vivono liberamente insieme agli uomini, vivono come loro nel bene e nel male, con la stessa difficoltà di sopravvivenza ma in libertà.

I nostri bambini dovrebbero conoscere tutto questo, accarezzare vitellini, vedere maialini appena nati, animali che vivono mansueti a contatto con l'uomo, ma anche vedere coi propri occhi come vive la maggioranza del pianeta per renderli consapevoli della fortuna che hanno a vivere in una realtà ovattata come la nostra, lucidata sempre a festa, con un consumismo da fare rabbrividire.

Non possiamo toglierci dalla nostra realtà materiale, ma cercare di ringraziare di non dovere avere il problema del mangiare e di un tetto sotto cui dormire e forse occupare quel tempo a conoscere noi stessi e a cercare di vedere più in là della realtà che ci appare.

Parlando con un amico mi ha chiesto se in India io abbia trovato un guru. Credo dalla mia piccola esperienza personale che l' India sia in sè stessa una grande anima guru, che però parla così a bassa voce, che per ascoltarla bisogna entrare in un proprio silenzio interiore.




Articolo del 1.9.2009




Le mie spoglie infinite


Sento le mie spoglie infinite

rinchiuse in un corpo inanime.

Cerco di scappare, di uscirne,

di sentire l' essenza del mio Vero Io,

ma ancora non trovo la porta

che mi conduca a questa totalità

solo leggermente sfiorata.

Allora cerco,

chiedo al Cosmo di darmi la Risposta,

di fornirmi quella chiave divina e dorata

che aprirà, nella dura roccia grezza,

il diamante prezioso che è dentro di me.

Riflessioni sull' Amore Universale

L' uomo è un universo infinito nello pseudofinito della materia, l' uno nel tutto, il singolo nella moltitudine. E' connesso nella sua natura all' energia superiore del cielo, all' energia profonda della terra, all' energia creatrice del fuoco e all' energia purificatrice dell' acqua, che sono i linguaggi che l'anima umana conosce perfettamente e che ogni giorno si adopera di insegnare alla mente per sua la ricongiunzione con lo spirito universale.

L' Amore, il sentimento più mal interpretato tra tutte le emozioni dell' uomo, l' Amore vero per il creato, per ogni singola cosa, per ogni singola persona , l ' Amore anche verso le cose spiacevoli o verso il nostro nemico: l'Amore universale, quello senza giudizio, senza colpe, senza gelosie e senza quei sentimenti che si spacciano per Amore ma che non lo sono.


Giungiamo poco a poco verso un' era del femminile , dell' accoglienza e del dono, sentiamo un' onda di energia che si sposta da punti opposti della terra, dalle alte montagne sacre dell' Himalaya a quelle delle Ande che polarizzano l' energia spirituale che accoglie come una madre chi ha desiderio di trovare i risveglio dalla sola materia per trasformarsi in esseri nuovi, coscienti e capaci di vivere con le nuove leggi di questo pianeta legato al nuovo Mondo dell' Amore Universale.




Articolo del 13.3.2009

La vita è come una gara in bicicletta

La vita è come una gara in bicicletta con salite, discese e pianure, una gara non per competere e primeggiare, ma una gara per coloro che hanno preso coscienza dell' importanza di percorrere un cammino personale e spirituale.
E quale potrebbe essere il premio per la nostra vittoria? Una coppa d'oro? Forse si, potrebbe proprio essere una coppa, magari il Graal, inteso non come oggetto materiale ma come pienezza dell' anima, coscienza e conoscenza, e forse solo nel momento della nostra tarsformazione fisica a pura energia ci renderemo conto che la gara è finita e che comunque ne saremmo usciti vittoriosi: chi parte per l'avventura, vince sempre.

Nel cammino per arrivare alla consapevolezza della nostra persona, intesa come unione fra corpo e anima, la partenza è forse il passo più difficile, perchè bisogna capire la gare nella quale vogliamo competere in questa nostra vita, se sia solamente una gara per arrivare ad aspirazioni puramente materialistiche o le nostre mire vanno altrove, per esempio alla nostra realizzazione interiore.

Dopo che abbiamo compreso quale sia il percorso che in questa nostra incarnazione vogliamo perseguire dobbiamo imparare a sentire noi stessi, capire le nostre potenzialità, capire quando dobbiamo andare avanti con più forza e quando dobbiamo fermarci per realizzare dentro di noi ciò che abbiamo appena assorbito: dobbiamo metabolizzare le conoscenze perchè possano diventare utile coscienza.

Iniziamo la nostra avventura in pianura, senza difficoltà, troviamo tutto positivo, pensiamo di avere fatto la scelta più giusta senza nessun dubbioe timore. Troviamo finalemnte persone che come noi viaggiano sulla stessa strada e con cui riusciamo ad avere una perfetta intesa anche senza esserci mai visti primi: questa aggregazione ci fa sentire forti, ma è questa la vera forza di cui abbiamo bisogno? Eh no!!

Sono i primi momenti della salita quelli duri ma importanti, quelli in cui perdiamo la speranza , in cui non vediamo la cima della montagna e troveremmo come soluzione più facile girarci indietro e riscendere a valle. E' proprio in quei momenti che bisogna cercare di vedere l'arrivo anche quando sembra lontano, stringere i denti, trovare la nostra verza forza interiore, essere umili e sapere chiedere aiuto al compagno vicino a noi che potrebbe darci una spinta, o consigliarci di scendere dalla bici per un piccolo pezzo di strada, ma sempre guardando in avanti per raggiungere la meta, o meglio una delle tappe di questa nostra gara.

Ed è proprio questa spinta interiore che ci farà arrivare a pochi metri dalla cima, vedere in alto la luce del sole, e finalmente vedere tutta la valle, dietro alla montagna, come l'aquila che dall'alto ha la chiara visione del mondo sottostante: la valle rappresenta per noi una prima presa di coscienza, l' avere tolto i primi veli dai nostri occhi, l'avere raggiunto il primo grado di consapevolezza. Quale gioia ed immensa felicità pervade il nostro corpo e il nostro Io di fronte a tale visione? Ne godiamo i benefici per tutta la discesa, ci ricarichiamo e condividiamo con chi come noi scende felice senza troppo sforzo fisico, ma con grande apertura di amore, consapevoli che questo pensiero gioioso dovrà seguirci anche in tutte quei momenti duri che verrano in seguito.

La vita è così, sarà sempre una salita e una discesa o viceversa, sta a noi decidere in che modo affrontarla, abbiamo pieno potere decisionale, nessuno e dico nessuno può decidere per noi: solo il nostro inconscio decide per noi quello che sarà il percorso che dobbiamo affrontare ma più andiamo avanti, più togliamo veli, più raggiungiamo una verità interiore e più ci renderemo conto che le salite diminuiscono e non perchè avremo meno difficoltà ma perchè sapremo affrontarle diversamente, con altri punti di vista che ci faranno vedere anche le montagne più ripide come dolci colline.


Articolo del 25.6.2009

L' essenza divina è visibile agli occhi di chi vuole vedere

I Have Learned So much from God
That I can no longer
Call Myself
A Christian, a Hindu, a Muslim,
A Buddhist, a Jew.

The Truth has shared so much of Itself
With me
That I can no longer call myself
A man, a woman, an angel,
Or even pure
Soul.

Love has
Befriended Hafiz so completely
It has turned to ash
And freed
Me

Of every concept and image
My mind has ever known.

~ Hafiz ~

Ciò che accade insapettatamente è sempre un profondo messaggio che il nostro inconscio sta aspettando e proprio in quei momenti in cui pensiamo che non ci sia " l' oltre", ecco che arriva il segnale della presenza del divino agli occhi dell' attento.
Il messaggio arriva a tutti inconsciamente, ma solo chi ha consapevolezza potrà gustare ed apprezzare il cibo dell'anima e goderne della bellezza e del messagio d'amore.
Apparentemente sacro e profano si mischiano in una danza eterogenea, in sostanza l' armonia regna sovrana e un accadimento può diventare il rituale più sacro per chi ne sente e ne apprezza l'energia trasmessa da una moltitudine di persone riunite con lo stesso intento.
Ma ecco l'evento che mi ha colpito direttamente. Sono stata al concerto "Tour of Universe" ( e già dal nome bisogna riflettere) dei Depeche mode, gruppo che da più di 30 anni è nelle vette del panorama musicale mondiale e sono rimasta piacevolemente colpita quando durante la canzone Precious, è stata proiettata una poesia bellissima, intensa, davanti ad un pubblico di 50.000 persone.
Scopro che è una poesia di un autore persiano, un maestro sufi del XIV secolo, Hafez, e ancora una volta rimango estasiata da questa costante connessione del divino con ogni aspetto della nostra vita anche quello più inimmaginabile.
La nostra società ha da sempre giudicato la musica elettronica che dagli anni 80 è stata presente nel panorama musicale internazionale: ognuno di noi, ogni generazione ha le sue porte di accesso all' infinito e non sempre queste porte sono uguali per tutti.
Credo personalemente che la cosa importante è capire la profondità e la natura che sta dietro alle sensazioni personali che proviamo durante questi momenti, che solo appartemente sembrano privi di spiritualità, ma che in sostanza ne sono ricchissimi per il nostro cuore e il nostro inconscio.

Articolo del 22.6.2009

La Moreneta: l' energia della Madonna nera di Montserrat

Giustifico la mia assenza dallo scrivere nel blog con il mio viaggio in terra spagnola, o meglio dovrei dire in terra catalana. La mia continua ricerca delle energie dei luoghi e delle icone mi ha portato a 38 km da Barcellona, nello straordinario e quasi lunare paesaggio delle montagne di Montserrat. Il sentimento che mi ha portato in un luogo così atipico e sperduto, ma non diffcilmente raggiungibile, è stato il desiderio di vedere e soprattutto sentire coi miei occhi, non solo fisici, l' energia della Moreneta, la Madonna nera protettrice della Catalunia, ma ben conosciuta da tutti quegli studiosi che come me si interessano al fenomeno.
Ultimamente se ne è parlato molto di questo tema per la probabile sincronicità che l' iconografia della madonna col bambino potrebbe avere con Iside con Horus, ma siamo sicuri che sia solo questo? Ma soprattutto bisogna capire se le Madonne nere hanno veramente questa relazione così diretta oppure c'è molto altro da dire.
Mi rendo conto andando avanti con gli studi su questi argomenti che a volte ci si sdraia sugli allori pensando di essere già vicini alla soluzione, ma poi quando si scava più a fondo ci si rende conto che la verità è molto più universale e felicemente più complessa.
Quando vado a Barcellona amo parlare con il mio libraio di fiducia, Josè, che ha una libreria in calle Princesa e con cui passo ore a discutere: lì mi sono resa conto di quanto il cammino sia molto più interessante, più avvicente e veramente più divino di quanto si possa pensare.
La Moreneta è un'opera romanica databile intorno al XII-XIII d.C. e misura 95 cm. Si trova all' interno della basilica di Montserrat, e la sua posizione mi ha ricordato tantissimo al Madonna di San Luca di Bologna, con l'unica differenza che la Moreneta può respirare mentre a San Luca la Vergine è soffocata da tutte l' opulenza a mio avviso esagerata che la circonda e non le permette di respirare.
La Moreneta fu ritrovata in una grotta poco lontano a dove si trova ora e raggiungibile con una passeggiata di 20 minuti che arriva appunto alla Santa Cueva.
Dal 1599 si trova nel luogo attuale e arrivare da Lei è un vero e proprio percorso iniziatico che giunge al ventre materno, un pellegrinaggio verso l'energia archetipale femminile, una energia così antica da racciudere in sè non solo quella cristiana ma anche quella degli antichi culti pagani di cui la Vergine si fa portatrice e della quale ne è una silenziosa icona.
La sensazione è quella di percorrere un cammino iniziatico, un passaggio fisicamente diviso da grate in ferro dalla navata principale della basilica, che rende ancora più misterico e lontano dal mondo reale questo pellegrinaggio; le scale marmoree entrano in una galleria completamente decorata con allegorie mariane e trasmette ancorà di più l' idea dell'entrata in un luogo sacro, il mistero della morte e della resurrezione dell' anima che vuole iniziarsi alla vita eterna.
E poi dal basso inizia la luce di questa rinascita alla ricettività, la visione del tenero volto della Madonna, che con sguardo deciso e amorevole irradia con la sua presenza l'energia del culto mariano e femminile.
Avrete capito che io trovo non di troppa utilità che vi racconti storie, date, e avvenimenti che potete andare a vedere in qualsiasi sito o libro. Credo che in un viaggio del genere siano le sensazioni personali suscitate che fanno capire realmente l' essenza e la spiritualità di un luogo così magicamente unico.
E' una ricerca personale sensoriale a 360 gradi, i pellegrinaggi erano delle tappe nel cammino spirituale del fedele che di fronte a delle icone come le Madonne nere aprivano quelle porte che avrebbero portato alla coscienza personale del tutto, dell' uno e dell'universalità.

Articolo del 3.6.2009

Spiritualità Andina: ofrenda a la Pachamama

In questa sede mi è capitato di parlare spesso del Perù e della spiritualità andina che tanto mi è rimasta nel cuore dopo il viaggio del 2007. Durante la mia permanenza sulle Ande, ed in particolare a Cuzco, l' antica capitale Inca, avevo avuto l' opportunità grazie a chiare coincidenze di potere assistere e partecipare a un rituale dedicato alla Pachamama, un' offerta propiziatoria alla madre terra, insieme a due curanderos Don Antonio e Dona Marisol e al mio hermano andino Antino in una spledida notte di luna piena in pesci.
Agosto è il mese in cui la Pachamama ha fame ed è per questo il mese migliore dell' anno per questo tipo di rituale propiziatorio non solo per l' anima ma anche per il nostro corpo e per i nostri desideri: quasi si potrebbe dire tra il sacro e il profano, ma sappiamo che sono sempre due facce della stessa medaglia che devono convivere in equilibrio ed armonia.
Preparare la mesa, come si dice in gergo, è questo lungo rituale che prevede l' allestimento di quelle che saranno le offerta al di sopra delle tipiche e colorate stoffe andine. Vengono utilizzate diverse piante, semi, figure, ma a farne da regina è sempre la sacra e magica foglia di coca.
Ho già sottolineato in questa sede l' importanza sacra di questa pianta e di come venga utilizzata dai curanderos, queros o sciamani ( come si preferisca chiamarli), oltre che per scopi curativi anche come divinazione, scegliendo le foglie più belle e poi lanciandole per interpretarne poi la posizione.
I curanderos ripongono nella mesa anche oggetti in plastica che rappresentano la casa, il computer, la macchina e tutti quelli che potrebbero essere i nostri più comuni desideri materiali.
Dobbiamo essere felici dentro di noi chiedendo pace e amore per noi stessi, per i nostri cari e per i nostri cari che sono mancati, ma questo non significa rinuncia e ascetismo per quelli che sono i nostri desideri più terreni.
Ovvio che noi occidentali abbiamo praticamente tutto, ma in una terra come le Ande, la gente desidera tante cose che per noi ormai sono banali e a cui quasi non diamo più valore.
In seguto, vengono fatte le richieste alla Pachamama, si pregano gli Apu, che sono le montagne sacre della terra e si finisce dopo ore quella che è la mesa che poi viene raccolta e messa in un focolare per fare in segno di offerta alla madre terra.
Io stessa mi sono stupita quando i miei cari curanderos hanno pregato e recitato sia il Padre Nostro che l' Ave Maria. La tardizione cattolica- cristiana che è da 5 secoli la religione del Perù si fonde con questi rituali sciamanici che rimangono la vera essenza della spiritualità andina.

Articolo del 14.5.2009

16.4.11

Il Fuoco dentro di Noi

Le potenzialità umane sono infinite, il nostro corpo ha un potere che neanche immaginiamo, ma la cosa più sorprendente è che non sappiamo neanche minimamente come funzioni o dove sia il tasto per accendere una così perfetta struttura che Dio stesso ha creato " a sua immagine e somiglianza".
Possiamo chiederci a che cosa serva attivare questo nostro potere. Forse per iniziare ad avere coscienza di noi stessi? Di sapere che cavolo ci facciamo su questa terra? Di chiedere a chi ci dice che usiamo solo un 10 % del nostro cervello a come iniziare ad usare l' altro 90%? beh sicuramente non ce lo diranno mai e siamo solo noi che possiamo scoprirlo.
Le vie sono sempre state tante, ci sono le vie complesse e ci sono delle vie semplici, e sapere quale per noi sia la migliore non è una cosa da poco.
Bene! Provo a fare questo paragone per provare a spiegare cosa penso a riguardo: ci sono tanti modi per accendere un fuoco: si può impiegare 1 secondo ma si può impiegare anche un giorno interno oppure non riuscirci mai o non avere neanche interesse di accenderlo.
Se compriamo un accendino il fuoco lo possiamo avere in un attimo ma se decidiamo, con solo ciò che offre la natura, che dobbiamo creare un fuoco le cose cambiano ed anche i tempi: dobbiamo andare a cercare tutti quegli strumenti che ci permetteranno di vedere prima un piccolo e sottile rivolo di fumo e poi una piccola fiammella, che solo se saremo in grado di alimentare, potrà diventare un fuoco che divampa inesorabile.
Cambiano i tempi, cambiano le modalità e quello che cambia è anche la soddisfazione che si prova dentro di noi, di essere riusciti a compiere la scalata più difficile.
Questo vale anche per un cammino interiore, per uno stato di coscienza a cui vogliamo arrivare.
Ci sono vie rapide, veloci, ma che poi non lasciano nulla, se non un ricordo di uno stato in cui non si aveva controllo, e ci sono vie lente, dure, difficili, ma che nel momento del traguardo permettono il pieno controllo di quel fuoco che divampa dentro di noi.
Allora di fronte a un bivio, fermiamoci a pensare, a meditare, e guardarci dentro, per capire se vogliamo andare a comprare un accendino o inoltrarci al buio nel bosco alla ricerca di noi stessi ed uscirne con la fiaccola della consapevolezza!

Articolo del 22.4.2009

Il nostro Oceano


La domanda che da sempre è nella mente dell' uomo dai tempi dei tempi riguarda le nostre origini, il mondo in cui viviamo, il mondo che ci circonda, l' universo che lo contiene e se c'è un disegno più grande che aleggia sopra o sotto di noi, dio o energia qual si voglia chiamarlo.
Mi piace usare un piccolo paragone per provare a comprendere questo mistero: se chiediamo a un pesce qual'è il mondo in cui vive secondo voi lui potrebbe darci una risposta??? Ovviamente no in quanto vi è così dentro e condensato da non potere comprenderne la natura essenziale.
Ma noi che vediamo l' acquario, il lago o l'oceano abbiamo una visione chiara per dargli la risposta.
Allora a questo punto potremmo anche noi chiederci quale sia il nostro oceano, chi potrebbe darci una risposta per saperne di più, e soprattuto chi ci sta lassù, chi è il regista che prima o poi decreterà la fine e ci svelerà chi siamo veramente al di là del film che stiamo vivendo???
Potrebbe non succedere mai oppure forse siamo noi stessi che possiamo decidere di interrompere il film, magari dopo tante scene che ci hanno fatto vivere tutti quei lati del nostro io e del nostro carattere che hanno fatto scaturire la necessità di andare oltre.
Quell' oltre che ci farà sapere chi siamo, l’oceano in cui viviamo, chi sta sopra o intorno a noi.
Vi invito a vedere un cartone animato: si chiama Ortone e il mond dei Chi e parla di un elefante, che trova un granello in cui è racchiuso un mondo..Per favore se mai mi leggerete guardatelo perk ha dei significati di una profondità estrema.
Direi che è curioso ritrovare in un cartone animato per bambini cose cosi meravigliose: ma dobbiamo essere noi adulti consapevoli che dovremmo spiegare a loro il significato profondo che va oltre alla storiella simpatica.
Vi dico per certo che chi ha fatto questo cartone ha intrapreso un bel cammino spirituale e ha avuto molte rivelazioni.
Vedete come si nascondono bene i messaggi dei maestri: non fermatevi alle apparenze, questo ve lo dico sempre, andate oltre, andate oltre il fatto della borsetta e tacco a spillo, oltre il cartone animato, oltre a tutto perk dietro quel tutto si può nascondere un maestro e tanti insegnamenti.
E sarà sempre una bellissima caccia al tesoro.

Articolo del 10.3.2009

Ballare, la trasformazione energetica

Il ballare, da soli o all' interno del proprio gruppo, tribù o amici che siano, è sin dai tempi più remoti della storia dell' uomo un momento di aggregazione che fatto in maniera consapevole risulta essere un ottima pratica di trasformazione di quella energia che al nostro interno deve prendere una direzione o verso l'alto o come radicamente verso il basso per creare un flusso continuo tra noi e l'universo.
Un tempo la tribù si trovava attorno ad un fuoco, al suono di ritmi tribali, ballando per ore e forse giorni interi, e in questi momenti era lo sciamano, il capo spirituale, colui che aveva il contatto tra il mondo visibile ed invisibile, il "medico", che portava avanti questo rituale di trasformazione e aggregazione degli individui.
Ma quale era il motivo? Non di certo solo ludico come avviene per noi, ma aveva connnotati altamente spirituali, perchè il gruppo insieme, muovendosi dinamicamente sia con la forza fisica che nei livelli interiori, creava quelle forma di energia utile sia per se stessi che per la terra e il cielo: una funzione catartica e guaritrice per se stessi, per il gruppo e per il pianeta.
La danza indiana oppure la danza orientale hanno una incredibile capacità di radicamento per la donna, che lavora col ventre, punto centrale energetico della femminilità.
Per non parlare di quanti maestri che hanno segnato la crescita spirituale in occidente comprendessero la pratica del danzare.
Ma allora perchè invece superficialemente e parlando a grandi numeri tutto cciò non viene considerato?
Oggi si è purtroppo persa questa consapevolezza interiore del ballare anche se all' interno della coscienza umana questo desiderio permane ma in una forma più superficiale e solo con intento di divertire la parte cosciente e mentale.
Lo sciamano è sparito, chi conduce il " gioco rituale" sono ormai i Disc Jockey, che con la loro musica giustamente tribale ed ipnotica portano centinaia e migliaia di persone ad un apparente divertimento che interiormente nasconde questo infinito bisogno di scoperta di se stessi.
Lo psicologo Bryan Weiss in uno dei suoi libri dice che molti giovani, soprattutto sotto effetto di alcool o droga, hanno esperienze di vite passate senza rendersene neanche conto.
Non sono qua per giudicare coloro che trovano nel ballare una valvola di sfogo, ma credo sia più che altro la perdita di ideali, la perdita della spiritualità e della ricerca interiore che porta al volere sfuggire da una realtà che nutre solamente il corpo e non la nostra anima.
E' un problema più sociale che del singolo e l'unico modo per risolverlo sarebbe proprio fare capire che questo desiderio è dentro di noi così radicato che basta solo iniziare ad esserne consapevoli considerando il ballare tutti insieme non solo come puro divertimento ma come momenti sciamanici e spirituali di scoperta di se stessi.

articolo del 11.2.2009

La foglia di Coca, essenza vitale e spirituale del Perù, articolo del 14.1.2009

Da quando feci il mio viaggio nelle Ande nel 2007, in cui entrai in contatto con la cultura della Pachamama, avevo il desiderio di potere scrivere sull' importanza della foglia di coca "Hoja de coca" nelle tradizioni andine.
"Tratar de quitar la coca es como querer que no haya Perù" queste sono le parole ripo
rtate all' interno del museo Inca di Cuzco e che io condivido pienamente dopo aver consapevolmente capito e vissuto
l' importante valore spirituale e curativo di questa pianta.
La foglia di coca, color verde olivo, a volte amara e a volte più dolce, accompagna la vita quotidiana e rituale dell' uomo e della donna andina.
La cultura andina si nutre delle montagne, della madre terra e della sua spiritualità attraverso la foglia di coca: l' uso della coca è un fatto sociale, rituale e mistico della comunità.
La coca, come hanno accertato studi medici, grazie alla sua proprietà di regolare la quantità di glucosio nel sangue, è di fondamentale importanza per coloro che son sottoposti a condizioni ambientali estreme come vivere ad alta quota, e quindi un ottimo e vitale integratore, dando forza ed energia ed aiutando anche a superare quella condizione psicologica che caraterizza le condizioni di povertà, cattive condizioni
sanitaria, malnutrizione e assenza di cultura.
Allo stesso tempo viene usata ancora oggi dai queros, sciamani delle ande, nei loro sacri rituali.
Se da una parte la foglia viene masticata durata i riti per
gustarne il succo, dall' altra viene utilizzata come mezzo divinatorio per predire il futuro o risponedere a domande specifiche proprio come noi usiamo i tarocchi, scegliendo le foglie che lo sciamano considera migliori.
Il consumo da parte di milioni di persone nel mondo andino di foglie di coca è un fatto di identità etnica che si distacca di gran lunga dallo sbagliato uso che ne viene fatto nel resto del mondo sotto forma di cloridrato di cocaina e che ha disgraziatamente intaccato e occultato la sacralità di questa pianta.
La foglia di coca è una pianta sacra agli antichi Inca e su di essa si basa tutta la cultura andina anche per il suo rapporto con la Pachamama, la madre terra e gli Apu, gli dei della montagna.
Attraverso i rituali con la foglia di coca, si rinnova ogni anno la forza vitale della natura.
Il popolo andino vive in un completo equilibrio con la natura grazie al rispetto reciproco.
Per concludere riporto una antica profezia andina:

" La hoja de coca representa para los indígenas la fuerza, la vida, es un alimento espiritual que les permite entrar en contacto con sus divinidades “Apus, Achachilas, Tata Inti, Mama Quilla, Pachamama.
Mientras que para sus enemigos, la coca es una causa de locura y de dependencia”

Ringrazio per questo articolo il mio caro amico e fratello andino Antonio Roque.

Sci-amanesimo...Oggi, articolo del 9.1.2009

Ciclicamente per le circostanze della mia vita mi ritrovo davanti questo misterioso concetto, queste credenze, questa religione primordiale, che viene chiamata sciamanesimo.
La prima volta che ne fui consapevole dell'esistenza neanche sapevo da che parte cercare, cosa fosse e che cosa avrebbe portato nella mia vita.
Partì dal Messico, passò per il Perù, per l' Europa meridionale e infine nella lontana e desolata terra siberiana come fosse una filo energetico sottile ed invisibile che univa questi luoghi apparentemente distanti ma allo stesso tempo uniti da una consapevolezza molto antica.
Ma che cos' era lo Sciamanesimo, un' antica religione, una pratica di guarigione, un' idea surreale di ciò che non può essere spiegato con la mente logica e razionale?
Non ci saranno mai nozioni precise su questo tema o leggi scritte in quanto siamo su dei piani ben diversi: le mie sono sensazioni, è ciò che è arrivato direttamente al mio inconscio che mi fa dire quello che penso.
Lo sciamano è colui che ha quei poteri personali tali da potere servire da ponte fra il mondo materiale e quello spirituale, tra il mondo mortale e quello immortale, tra il visibile e l'invisibile, colui che non conosceva la legge del tempo e poteva viaggiare tra passato e futuro.
Nelle antiche tribù non solo era colui che officiava i rituali, ma era anche il guaritore, quello che noi occidentali chiameremmo comunemente dottore.
Aveva alleati al suo fianco, come direbbe Castaneda, aiutanti nella sua missione, che gli permettevano di portare avanti la sua missione.
Tutto ciò non è scomparso ma è stato solo momentaneamente nascosto per preservarlo da chi ne voleva la distruzione totale essendo i credo religiosi contro queste antiche tradizioni popolari.
E’ il momento adesso del risveglio dello sciamanesimo, forse una delle poche vie di salvezza in un momento così difficile che ormai sembra arrivato in un vicolo cieco.
Chi ha l’anima dello sciamano, inizia a sentirne il risveglio e il richiamo, apprende una consapevolezza nuova, il desiderio di balli, rituali, la ricerca di quei luogi naturali in cui questa energia era più forte e dove ancora l’anima dello sciamanesimo pervive per potere dare insegnamenti a chi li metterà a disposizione per la salvezza dell’ umanità.